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La Cannabis
Cos'è la Cannabis? Come può essere utilizzata nell'alimentazione?
10/01/2018

Facciamo finta che voi non abbiate mai sentito parlare di Cannabis, di droghe leggere e di droghe pesanti. Facciamo finta che nel corso di questi anni nella vostra testa non si sia formata un’idea positiva o negativa su questa pianta.

Iniziamo da capo e procediamo per gradi.

Cos'è la cannabis?

Dal punto di vista botanico la Cannabis appartiene alla stessa famiglia di Humulus Lupulus (da cui si estrae il luppolo necessario per la produzione della birra) ovvero alle Cannabaceae.

E’ una pianta erbacea di origine asiatica ma l’elevata adattabilità ne ha permesso, ben presto, la diffusione pressoché ad ogni angolo del globo, questo a partire da tempi davvero remoti in cui l’interesse era innanzitutto la produzione di fibra tessile. Come spesso accade in natura, lo sviluppo della pianta in diverse aeree geografiche ha fatto sì che si esacerbassero caratteristiche diverse sia da un punto di vista morfologico sia da un punto di vista fitochimico.

 

Quante varietà conosciamo?

Ad oggi vi è ancora un certo dibattito su quante siano a tutti gli effetti le varietà di Cannabis esistenti. Si è concordi nell’affermare che le tre principali siano la Sativa, la Indica e la Ruderalis. A queste se ne vanno ad aggiungere varie altre, ottenute soprattutto da incroci delle prime due, come la White Widow che assume una caratteristica colorazione bianca durante la fioritura. In tutti i casi, si tratta di una pianta annuale e dioica (la pianta impiega, infatti, un anno per compiere un ciclo vitale e nella stessa specie esistono individui distinti per caratteristiche sessuali, femminili o maschili). Le foglie sono, per così dire, “iconografiche”. A tutti gli effetti sono “palmato-composte”; se anche non aveste presente la forma, pensate alla disposizione delle vostre dita rispetto al palmo della mano, ecco, questo può darvi un’idea. Passiamo ora alla “domandona”: perché viene coltivata?

Perché viene coltivata?

Nell’immaginario comune si pensa subito alla produzione di sostanze illecite per fini “edonistici”. Ovviamente nessuno qui è nato ieri e quindi sì, senza dubbio, parte della coltivazione è destinata alla produzione di marijuana, hashish e olio; tuttavia è anche vero che la pianta è in larga parte utilizzata nell’industria tessile, nel settore delle costruzioni e in quello farmaceutico. Sembrerà banale ma anche la produzione di semi è fondamentale. Produrre semi, infatti, permette di perpetuare la specie; lo svantaggio principale è lo sviluppo di individui maschili quindi più spesso si ricorre alla coltivazione di femmine ermafrodite o alla clonazione.

I semi della Canapa sono utili?

Se state leggendo quest’articolo già conoscerete Fran, e saprete quindi meglio di me che i semi della canapa sono un’ottima fonte di acidi grassi per altro con un ottimo rapporto di omega 3 e 6 (meglio conservarli al riparo dalla luce per evitare l’irrancidimento!). Oggigiorno non è così difficile trovarli in commercio, non contengono sostanze psicoattive (Δ9 –THC) e sono destinabili all’uso alimentare.

Per parlare del perché sia una pianta tanto discussa e sottoposta a sorveglianza da parte del Ministero della Salute ci sarà tempo. Come vi dicevo all’inizio, procediamo per gradi.

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