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Ansia da Prestazione nello Sport – Come Affrontarla e Superarla
Brevi linee guida per raggiungere una giusta iterazione mente-corpo
03/02/2017

L’ansia da prestazione nello sport: in molti la odiano e sognano di poter diventare come quegli atleti gelidi che non sentono nulla durante la gara (che fra l’altro sono l’1% sul totale) invece di riflettere e valorizzare le loro caratteristiche, qualunque esse siano, che di fatto è il metodo più veloce per migliorare le proprie performance sportive. Ma cos'è questo particolare tipo di ansia?. L'ansia da prestazione è un’alterazione psicofisica che ha un atleta durante una competizione. E' un motore incredibilmente forte. Forse il più forte e il più facile da percepire perché le sensazioni, da un punto di vista psicofisico, sono impossibili da trascurare: cuore, stomaco, muscoli, polmoni, viscere sono assolutamente coinvolti da un punto di vista dell’attivazione. Ce da considerare che molto spesso non si tratta neppure di ansia ma bensì di una situazione stressante molto intensa.

Diversi tipi di stress

Ansia da prestazione nello sport: come affrontarla

Lo stress si divide in due categorie:

da una parte c’è il "di-stress", ovvero quella sensazione fastidiosa che sentiamo addosso quando siamo stressati, mentre dall'altra c’è " l'eustress" che ci aiuta ad avere un elevato livello di vigilanza, di attenzione e di attivazione, utili per raggiungere una buona performance.

Di norma il rapporto tra stress e prestazione viene rappresentato sotto forma di una U rovesciata. Ad un basso livello di attivazione abbiamo anche una bassa e scarsa performance. Ad un livello medio, e quindi ad una condizione ottimale, abbiamo la miglior performance possibile. Infine, ad un elevato livello di attivazione di ansia e di stress è chiaro che la performance decade. Dunque, in base a come stiamo, dobbiamo capire se attivarci (saltare, ampliare il campo visivo, andare a cercare quegli stimoli che ci generano attenzione, respirare più velocemente, utilizzare un dialogo interiore energizzante) oppure rilassarci (utilizzare un processo di respirazione più lento, attivare dei processi di concentrazione attraverso l’utilizzo di uno stimolo fisso in un campo ridotto, cercare di regolare i processi interiori attraverso le attività di visualizzazione).

Detto così sembra facile ma in realtà ci sono delle trappole:

Ad esempio capita che un eccessivo livello di attivazione,quindi un'ansia spropositata, venga interpretata come un basso livello di attivazione. Capita magari con quegli atleti che ti dicono: “sono stanco, sono assonnato, non ho voglia oggi..” che in realtà nascondono uno stress di fondo che non è ancora gestito. Quando ciò accade l’atleta va in "choking": si sente paralizzato, pietrificato, la visione periferica è ridotta, il corpo e rigido e si perde ogni capacità di adattamento all'ambiente. Insomma, il comune fenomeno dell’ “andare nel pallone”. Tante volte l’allenatore pensa di doverlo caricare perché lo vede spento ma così facendo sta andando nella direzione sbagliata poiché l’atleta, in quel momento, avrebbe solo bisogno di rilassarsi.

Pre-, intra- e post- gara: come rilassarsi nel modo giusto

Ansia da prestazione nello sport: come affrontarla

Il body-building, così come il fitness in generale, è uno sport in cui il raggiungimento degli obiettivi riveste un’importanza fondamentale. In questo caso la mente gioca un ruolo centrale. L’obiettivo finale prefissato risiede nel miglioramento di quegli aspetti mentali che possono determinare a loro volta un potenziamento delle prestazioni in campo e fuori dal campo.

La maggior parte degli atleti dà il meglio di se stessi durante la fase di allenamento, ma poi, durante la gara vera e propria, provano una sensazione di soffocamento. Tutto ciò è altamente comprensibile. A tal proposito, per risolvere il problema vi sono delle semplici e brevi linee guida da seguire. Il soffocamento viene riconosciuto come un calo della prestazione dovuto allo stress percepito, bisogna però tenere presente che tale stress è dovuto a come la situazione viene interpretata. Tutto dipende da noi. Non è la situazione esterna, la causa dello stress, ma il modo di pensare l’evento, procurando così stress, ansia e paura. Per gli atleti che durante la gara si sentono soffocare, è importante capire, che è possibile controllare la loro paura di fallire o la mancanza di fiducia in se stessi con alcune semplici mosse.

Ecco cosa fare:

  • Pre - gara: una delle prime cose fondamentali da fare è pensare che è normale essere tesi prima di una gara, e cercare di non incrementare il livello di paura. L’aumento dell’adrenalina è normale e fa parte della preparazione fisica del corpo. Evitando di concentrarsi sulla paura, tale sensazione andrà scemando con l’inizio della gara, è necessaria un’adeguata preparazione fisica e mentale. Altra cosa che può aiutare, è evitare di arrivare all'ultimo momento, fare un po’ di allenamento prima e conoscere bene il percorso della gara. Bisogna respirare profondamente, tenere gli occhi chiusi e pensare positivamente.
  • Intra - gara: la concentrazione deve essere volta verso la gara e non verso il risultato. Se si cominciano a fare pensieri negativi, bisogna fermarsi e concentrarsi solo sul proprio respiro e cercare di sorridere, anche se per pochi secondi. Questa semplice azione aiuterà a cambiare l’atteggiamento.
  • Post - gara: bisogna ripensare alla gara e concentrare l’attenzione su ciò che di buono è stato fatto. Se invece ci si focalizza sui pensieri negativi, questi prenderanno il sopravvento; quindi il principio è quello di evitare un ostacolo.
Emanuela Roberti
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Appassionato
23 Anni
Studentessa e Dottoressa in Scienze e Tecniche di Psicologia Cognitiva
Napoli
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