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Caro Amico ti scrivo… Una Storia di Anoressia
storia di anoressia: Caro amico ti scrivo... Riesci a sentirmi?
05/05/2017

Una Storia di anoressia: Caro amico ti scrivo...

E' di nuovo mattina.

Vorrei poterti dire buongiorno, ma so che non ci sono più state giornate buone da diverso tempo ormai, e questa non sarà diversa.

Vorrei avere abbastanza forze per farci sollevare entrambi, tu ed io, e correre di sotto, come facevamo una volta, scendendo le scale quasi volando, coi miei sensi ancora intorpiditi da una notte di sonno ristoratore (quanto mi mancano, quei lunghi sonni sereni!), ma che si destano rapidi davanti alla colazione: Olfatto, Vista, Udito, Tatto, Gusto. I miei figli.

Messi al tuo servizio, perchè tu potessi gustare a pieno la vita, e avere attraverso loro solo un piccolo assaggio della meravigliosa , unica, macchina perfetta che io sono.

Ma non oggi, non domani, forse mai più.

Non è rimasto poi molto di quei giovani muscoli, che ci permettevano di alzarci dal letto. Ho dovuto venderli, anche quelli, alla Fame.

storia di anoressiaLa stessa Fame che prima di loro si è portata via il già calibrato Adipe che avevo messo da parte, quel tanto che bastava a darci l'identità di una giovane donna appena affacciata alla vita, e grazie al quale io potevo rifornire i miei direttori d'orchestra, Ipotalamo e Ipofisi, di tutti gli strumenti per una sinfonia perfetta: un coro di Estrogeni, qualche breve assolo di Testosterone, intervallati da un ciclico virtuosismo di Progesterone... che fantastica opera avrei composto!

Ma tutto si è fermato. Bloccato, cristallizzato, da questa povertà in cui tu ci hai gettati.

Ora, la Fame richiederà altri dazi, e io non so più che darle.storia di anoressia

Adipe, Muscolo...Ossa! Sì, ho le Ossa: potrò pagarla a rate, mese per mese, usando quel loro minerale prezioso, il Calcio... quello dovrebbe soddisfarla, almeno per un pò...finchè ce n'è. Lei è molto avida.

Se penso che vivevamo armonici, tu, io, che sono il tuo corpo, e i miei operai, Polmoni, Stomaco, Intestino, Fegato...insieme per costruire e  far funzionare una vita.

Poi, è successo.

Mia sorella ,Psiche, si è ammalata. Delirio, forse, non saprei dirlo.

Io non sono fatto per chiedermi il perchè delle cose. Io funziono. E' lei la mente, che si impegna per trovare risposte. Ma non ora.

Non un'emozione, solo cupa apatia.

Io lo sento. Siamo pur fratelli. Si ammala lei... mi ammalo anch'io.

Cuore: Cuore non batte più come prima; non ha più quelle variazioni di ritmo, quei sussulti, che mi facevano esclamare "Oh, Psiche ha avuto un pensiero felice, un'idea!" oppure "Oh, Psiche, ti sei innamorata!"

Ora l'unico amore è verso quel numero, progressivamente calante, che continui a leggere su quell'aggeggio su cui mi fai salire decine di volte al giorno; un amore che rapidamente muta in odio, poi in ossessione, ma più nessuna vera emozione mi fa vibrare.

storia di anoressiaNebbia, e il rumoroso silenzio di un turbinio di congetture mai pronunciate, ma che sfibrano i nervi: questo è ciò che Cervello mi dice di avere intorno, ogni giorno, e ogni notte.

Non reggeremo ancora per molto.

 

Un anno, un mese, una settimana... con una mela al giorno.

Questo mi dai.

E con questo io devo sostenere le spese della macchina più costosa del mondo: me stesso.

Ti lascio questa lettera, ma non la leggerai così, perchè te la leggo io, ogni giorno, nella mia lingua:

Ogni brivido di freddo,

Ogni crampo allo stomaco,

Ogni annebbiamento della vista, svenimento, sussulto che interrompe il tuo sonno,

Ogni ciclo non pervenuto, ogni audace desiderio rifiutato.

Tutto, per chiederti di fermarti, e di aiutare me e Psiche a guarire.

Fra me e lei, ci sei tu, a tenerci una mano sulla gola, separati, ma uniti nel dolore che provi.

Ne abbiamo ancora così tante da passare insieme.

Non lasciarci andare.

 

 

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Valentina Zapolla
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28 Anni
Studentessa di medicina, atleta, istruttrice fitness
Padova
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