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Creatina e Cervello. Benefici della creatina a livello cerebrale
L'integratore più studiato al mondo ed i suoi benefici per il cervello
02/05/2019

La creatina è un tripeptide formato dagli amminoacidi arginina, glicina ed S-adenosil metionina, la cui sintesi avviene a livello del fegato.
Come ergogenico è probabilmente uno degli integratori più studiati nella letteratura scientifica; sono infatti noti ormai da anni i suoi benefici nei confronti dell'esercizio ad alta intensità, quale il resistance training, nonchè per lo sviluppo dell'ipertrofia muscolare, il recupero post esercizio e, potenzialmente, per la prevenzione degli infortuni [1,2,3].

In questo articolo non verranno però approfondite queste tematiche, bensì i possibili benefici di una integrazione di creatina per la salute cerebrale ed i disturbi neurodegenerativi.

Ruolo antiossidante della creatina

Parte dell'azione di protezione cellulare esercitata dalla creatina sembra derivare dalla sua attività antiossidante [4],particolarmente pronunciata a livello delle membrane cellulari.
La creatina, sotto forma di creatin-fosfato(CP),può difatti interagire con i fosfolipidi di membrana ed alterarne la struttura [5], nonchè incrementare i livelli dell'enzima antiossidante catalasi e ridurre i livelli ematici di Malondialdehyde (MDA),noto marker di perossidazione lipidica [6,7].

Stoccaggio della creatina a livello cerebrale

Pur essendo in grado di sintetizzarla anche autonomamente, il cervello sembra rispondere sensibilmente all'integrazione di creatina, incrementandone il contenuto del 10% circa.

Nonostante solo il 5% della creatina totale venga stoccata a livello cerebrale la sua utilità come substrato energetico non va comunque trascurata,in quanto mediamente circa il 20% delle calorie del metabolismo basale vengono consumate dal cervello stesso,rendendo necessaria la presenza di un substrato che possa fornire rapidamente energia nei momenti in cui si verifica un rapido turnover di ATP.

Le dosi integrative necessarie per ottenere benefici a livello neurologico risultano però maggiori di quelle utilizzate ai fini sportivi, poichè il cervello dispone già di capacità di sintesi autonoma (al contrario della cellula muscolare).
I neuroni, gli astrociti e gli oligodendrociti possiedono infatti il pool degli enzimi necessari per sintetizzarla.
Sono ridotti inoltre gli specifici trasportatori a livello della barriera ematoencefalica, necessitando in definitiva di un periodo di assunzione più lungo.

Un recente studio [8] ha indagato in maniera approfondita l'argomento, mostrando come 4 settimane di integrazione con dosi di almeno 20 grammi al giorno,tipiche del "classico" protocollo di carico di creatina, siano risultate più efficaci nell'incrementarne i livelli cerebrali.

Dati preliminari mostrano inoltre che l'acido guanidino acetico (GAA, precursore della creatina),assunto ad un dosaggio di 3 grammi, potrebbe risultare più efficace nell'incrementare i livelli cerebrali di creatina rispetto a dosi equimolari della creatina stessa; le estrapolazioni a livello pratico sono però ancora incerte e necessitano di conferma tramite ulteriori studi.

Creatina e processi cognitivi

Sembra che l'azione positiva esercitata dalla creatina verso i processi cognitivi sia maggiormente pronunciata durante tipologie di eventi particolarmente stressanti, quali la deprivazione del sonno, l'ipossia cerebrale (indotta sperimentalmente negli studi) ed i compiti cognitivi che richiedono un esteso utilizzo della funzione esecutiva centrale, coinvolgendo quindi ampie aree cerebrali.

Una sua integrazione si è dimostrata poi particolarmente utile durante l'esecuzione di test cognitivi; a livello meccanicistico si è visto difatti come la supplementazione di creatina avesse indotto una riduzione dei livelli cerebrali di emoglobina ossigenata ed un incremento dei livelli di quella deossigenata, riflettendo un aumentata cessione di ossigeno ai tessuti.
Nello stesso studio il gruppo che seguiva il protocollo d'integrazione ha presentato inoltre una riduzione degli indici di fatica mentale rispetto al gruppo placebo [9].

In uno studio su rugbisti, l'integrazione è risultata particolarmente utile per eseguire compiti motori entro un determinato limite di tempo ed in concomitanza ad una deprivazione del sonno, confermandone ulteriormente l'utilità per la preservazione della performance motoria in situazioni di forte stress psicofisico [10].

Creatina e preservazione della funzione cerebrale in caso di concussione

E' stato mostrato come, a seguito dell'infortunio cerebrale di lieve entità (o concussione),si verifichi una riduzione dei livelli cerebrali di creatina e l'instaurarsi di uno stato locale di ipometabolismo [11].
E' quindi possibile che la supplementazione di creatina possa dimostrarsi utile nel tamponare tali effetti negativi a livello del metabolismo energetico cerebrale.

Anche ulteriori condizioni indesiderate, derivanti dalla concussione, potrebbero beneficiare dell'integrazione di creatina; tra di esse vanno menzionate il danno ai nervi ed alle membrane cellulari, con conseguente sovraccarico di calcio intracellulare, nonchè la disfunzione mitocondriale e l'incrementato stress ossidativo [12].

Sebbene le evidenze siano ancora limitate,l'integrazione di creatina risulta inoltre promettente per migliorare i processi cognitivi, il comportamento e la comunicazione nonchè per ridurre i mal di testa,lo stato di fatica e le vertigini nei bambini affetti da trauma cranico [13,14].

Conclusioni

La creatina va considerata in definitiva come un promettente integratore che può ottimizzare la funzione cerebrale, sebbene rimanga ancora da determinare il protocollo ottimale di supplementazione a tale scopo.
Nell'attesa di ulteriori conferme, tramite studi su più larga scala e con metodologie più accurate, l'utilizzo di creatina risulta quindi sicuro ed incentivabile in tutti quei casi di traumi a livello cranico e nei periodi più stressanti dal punto di vista psicofisico.

Bibliografia

  • [1] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28615996
  • [2] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27328852
  • [3] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29214923
  • [4] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21404063
  • [5] https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0043178
  • [6] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3994392/
  • [7] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22080314
  • [8] https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/17461391.2018.1500644?journalCode=tejs20
  • [9] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11985880
  • [10] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21324203
  • [11] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23249772
  • [12] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30202575
  • [13] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16917445
  • [14] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18053002
Matteo Giusti
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Appassionato, Personal trainer, Fitness blogger
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