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Io non so Nulla
Non ho bisogno di imporre il mio Credo perchè non ho un mio Credo, il mio percorso è fluido, in movimento, non è mai fermo...
05/07/2017

Oggi non parliamo degli esercizi per i pettorali o la split ideale per l’ipertrofia ma di un argomento che mi sta allo stesso modo molto a cuore ed un approccio che ho cercato di trasmettervi tramite i miei libri e altri video qui sul canale. E’ un argomento un pò difficile da presentare tramite un video YouTube ma ci voglio provare lo stesso perchè è importante e sicuramente molti di voi riusciranno ad immedesimarsi in queste dinamiche.

Sto parlando dell’importanza di non sentirsi mai arrivati e di cercare di mantenere sempre uno spirito critico, umile ed aperto di vedute su tutto e tutti.

Questo è molto importante anche per il nostro percorso nel Bodybuilding, per non scartare a priori alcune strade che a primo impatto sembrano impercorribili o in antitesi con quelle nozioni sull’allenamento, la dieta e l’integrazione che siamo riusciti a raccogliere fino a questo momento…

Il miglior allenamento è quello che devi ancora fare in quanto l’ipertrofia è il risultato di un responso adattivo del nostro corpo ad un nuovo stimolo allenante. O ancora "per riuscire a cambiare devi fare qualcosa che non hai mai fatto"...

Il duro lavoro a testa bassa e la modestia hanno sempre fatto parte di questo mondo. Ora invece nascono “tuttologi” come funghi, gente che si professa personal trainer dopo aver fatto un corso nel weekend o dopo appena una gara, signori e signore che si improvvisano biologi, nutrizionisti, esperti di biomeccanica e che con arroganza sbeffeggiano medici ed altri professionisti del settore perchè “Quelli” chiaramente non hanno la più pallida idea di quali siano le vere esigenze di un Bodybuilder!" (LOL!).

Io sinceramente mi vergogno per loro. Forse sono della sponda opposta ed esagero troppo dall’altra parte - i miei erano due insegnanti e questo sicuramente ha influenzato molto il mio approccio - ma mai e poi mai mi permetterei di semplicemente aprir bocca se non so quello che dico ed ho fatto almeno settimane e settimane di ricerca su un argomento prima di pubblicare qualcosa sul dominio pubblico. E’ un pò il motto di Socrate: so di non sapere e sono consapevole di non sapere e che non mi basterà nemmeno tutta una vita per sapere quello che devo o voglio sapere...

Al contrario, ogni giorno scrollando i social, leggo di gente che dispensa consigli a destra e a manca sulla base delle proprie esperienze personali, di quello che ha letto e sentito da chissà quali fonti, scuriosando qua e là senza nessun approccio scientifico, ragionando per induzione e traendo conclusioni basate sul senso comune o per confermare una tesi della quale erano già convinti prima, andando a ricercare solo quelle evidenze che confermino la propria tesi.  E non sto parlando di una semplice condivisione di esperienze ma un vero e proprio sparare sentenze e correggere altri per difendere il proprio Credo (magari anche contro gente che ha un dottorato di ricerca su quella materia).

C'e un ottimo libro di Nicholas Carr che vi consiglio di leggere che si chiama "The Shallows". In questo libro Carr fa una bellissima analogia fra gli studenti e ricercatori di alcune generazioni fa che approfondivano un argomento, facevano riferimento alle note bibliografiche per conoscere una materia in lungo ed in largo e gli studenti e "ricercatori" di oggi che, anche a causa delle nuove tecnologie come Internet, rimangono sempre in superficie e si spostano da un articolo ad un altro come se dovessero seguire i link ipertestuali di una pagina web, magari soffermandosi solo sui primi paragrafi perchè il loro span attentivo è bassissimo. Nicholas  Carr chiama questi "snorkelers" vs. i sommozzatori di una volta che approfondivano nel dettaglio. Beh se ci pensate questo è effettivamente quello che vediamo ogni giorno nelle discussioni sui social.

Io non sono nulla  e non so nulla ma porto rispetto a tutte le figure professionali e credo che ognuno di noi dovrebbe fare un piccolo atto di umiltà ed ammettere a volte che ci si può spingere fino ad un certo punto, nessuno è onnisciente ed ognuno di noi può essere un esperto conoscitore solo di pochi argomenti.

Le fonti sono importanti perdindirindina! Non potete metter l’opinione di un personaggione di Facebook alla stregua di quello che dice la comunità scientifica sulla materia. E anche se molti scienziati non sono bodybuilders questo non vuol dire che il GROSSO della palestra, magari con la terza elementare e la mascella protuberante, è più attendibile del pensiero della comunità scientifica che è il risultato dell’applicazione del metodo scientifico.

Ma il problema sta appunto qui. La maggior parte della gente che popola la giungla dei social non ha la più pallida idea di cosa sia il metodo scientifico. Io stesso, ho fatto diversi corsi di Filosofia della Scienza e Research Methodology all’Università, ma non posso ritenermi un esperto. Riconosco i miei limiti. Il metodo scientifico non va avanti ad opinioni ma si basa su evidenze empiriche, su sperimentazioni sul campo che vagliano ipotesi e teorie che sono continuamente sottoposte allo scrutinio e critica di scienziati da tutto il mondo.

Molto spesso la gente che parla tanto sui social non sa neanche interpretare questi studi, non dispone degli strumenti intellettuali per analizzare razionalmente i risultati di un esperimento - ed allora si affida al metodo induttivo o sulla propria esperienza e fa di questa una teoria.

Nella comunità scientifica invece si parla di gente che ha studiato un argomento per una vita intera e che nonostante questo è sempre pronta ad abbandonare le proprie ipotesi se un’evidenza empirica dimostra il contrario di quello che si è creduto fino a quel momento. La fisica newtoniana vs. la fisica relativistica di Newton, i sistemi tolemaici vs. la rivoluzione copernicana, etc...Popper portava l’esempio anche del cigno nero, la semplice osservazione di un cigno nero può falsificare l’affermazione che tutti i cigni sono bianchi. Così come se per milleni abbiamo visto il sole sorgere ad est questo non significa che nei prossimi 100 anni il sole continuerà a sorgere allo stesso punto dell’orizzonte, dobbiamo considerare la possibilità che il sole possa un giorno sorgere ad ovest.

Questo ci porta ad un altro tema che ho discusso più volte nei miei video e nei miei post ovvero la capacità di riuscire a rimanere aperti di mente e pronti ad abbracciare qualsiasi approccio alternativo anche radicalmente diverso da quello che abbiamo seguito fino ad oggi. Nell’allenamento così come nella dieta.

Lo so è più facile schierarsi, prendere una posizione, cercare un gruppo di appartenenza (online o offline), non dover mettere sempre in dubbio le proprie certezze.

La gente che cerca il dibattito e la discussione sui social media è molto spesso gente che sostanzialmente non è sicura delle proprie scelte, idee ed approcci. In questa eccezione il “dibattito” diventa una forma di imposizione del proprio Credo nel tentativo di trovare l’appoggio di “altri sconosciuti” in un mondo virtuale dove un Like corrisponde ad una vecchia “pacca su una spalla” o un “non sei da solo a pensarla in questo modo”...si crea fazionismo, scompare l’obiettività ed una visione poliedrica della realtà: si avanzano ulteriori opinioni a favore dell’uno e dell’altro punto di vista, si cercano evidenze solo per corroborare la propria causa senza prendere minimamente in considerazione la visione opposta o altre possibilità, si ha paura a navigare in acque sconosciute, di metter in discussione il proprio Credo…A me piace invece vivere nel Limbo e non afferrarmi mai a nessuna certezza. Sono un eterno curioso e sempre pronto a mettermi in gioco. Mi piace pensare che ci siano ancora centinaia di approcci diversi all’allenamento che non ho mai provato, e sperimentare nuovi approcci alimentari per arricchire il mio bagaglio personale di conoscenze. Mi piace quando qualcuno mi permette di prendere coscienza di un altro punto di vista su un particolare argomento. Non ho bisogno di imporre il mio Credo perchè non ho un mio Credo, il mio percorso è fluido, in movimento, non è mai fermo. Questo è il suggerimento che lascio anche a voi: cercate di rimanere umili e modesti in questa disciplina così come nel resto delle cose della vita. C’è sempre qualcosa da imparare e da scoprire, non fossilizzatevi sui soliti paradigmi e concetti, siate critici, trovate la vostra strada e sicuri raggiungete il vostro obiettivo senza bisogno di conferme da parte di altri. Siate gli artefici del vostro destino - homo faber ipsius fortunae (Appio Claudio Cieco). 

Francesco Pignatti
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Bodybuilder, Personal trainer, Life coach
34 Anni
The Manager with the Passion for Iron
London
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