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La Cannabis 2
Dopo le dovute premesse, possiamo ora addentrarci un pochino più in profondità.
05/02/2018

 

Quando dico “addentrarci” intendo propriamente entriamo, non solo, nel merito nella questione ma proprio dentro la pianta. Le sostanze in essa contenute sono circa 500 e appartengono alle classi più disparate, pertanto ne riportiamo qui le principali a scopo puramente esemplificativo e non esaustivo. Per quanto si possano infatti citare carboidrati, composti azotati, fenoli, terpeni, flavonoidi e cannabinoidi, ritengo che sia più interessante soffermarsi solo su tre gruppi di sostanze: terpeni, flavonoidi e cannabinoidi. Dico questo, in quanto, ai tre sopracitati, si possono ascrivere numerose attività farmacologiche e credo quindi che si possano considerare prioritari.

I terpeni sono responsabili dell’odore caratteristico della pianta, essendo molto volatili, e del sapore delle diverse varietà. Sono i composti più rappresentati, circa 100 differenti molecole distinte in base al numero di unità isopreniche (“mattoncini” di 5 atomi di carbonio, come lo scheletro dell’isoprene, C5H8). Sono prodotti nei tricomi ghiandolari ma si trovano anche nelle radici e nelle foglie. Data la natura lipofila possono passare la barriera emato-encefalica (BEE) ed espletare effetti a livello centrale. Ovviamente non sono contenuti solo nella Cannabis ma la loro distribuzione è pressoché ubiquitaria nel mondo vegetale. Il D-limonene, ad esempio, vanta proprietà anti-cancro e ansiolitiche e si trova anche nell’olio essenziale di Citrus mentre il Linalolo che troviamo anche in Lavandula angustifolia è analgesico e anti-infiammatorio (sia chiaro, non pensiate che possa sostituire, l’ibuprofene!).

Anche i composti fenolici sono molto diffusi nel regno vegetale, nella Cannabis troviamo soprattutto flavoni e flavonoli. I composti fenolici sono ben noti per l’attività anti-ossidante. Alzi la mano chi non si è mai sentito dire: “Bevi tè verde che è antiossidante, mangia broccoli che sono ricchi di antiossidanti... ” a me questa frase fa sempre un po’ ridere, non perché manchi di un fondo di verità ma perché mi sa tanto di quelle discussioni tra sciurette “[…] devo fare attenzione a cosa mangio perché c’ho la glicemia”, “[…]mio marito c’ha i trigliceridi”, insomma, signori, la glicemia e i trigliceridi fin tanto che siete vivi li avete tutti, cioè che bisogna considerare sono i valori! Per quanto sia vero, sapete effettivamente di cosa state parlando? In estremissima sintesi, nel nostro organismo avvengono reazioni di riduzione e ossidazione in condizioni normali. Tuttavia vi possono essere “incidenti di percorso” che portano alla produzione di specie radicaliche. Queste sono un po’ come bambini esagitati, si muovano a destra e manca, facendo danni e facendo sovra-eccitare anche gli altri fin tanto che non interviene qualcuno a “sedare” la situazione in caso di stress ossidativo l’organismo stesso attiverà dei meccanismi di de-tossificazione che sono proprio le attività antiossidanti di cui tanto sentite parlare.

 

Tornando a noi, anche se alcuni studi delucidano delle dirette attività antiossidanti dei fenoli (quindi anche di quelli contenuti nella Cannabis), altri spiegano come, in realtà, considerata la scarsa biodisponibilità, essi siano più che altro in grado di determinare la sovra-regolazione di enzimi antiossidanti endogeni (presenti cioè nel nostro corpo). Anche con quest’ articolo vi lasciamo in sospeso. Sui cannabinoidi ci sarà molto da dire e sarebbe un peccato ridurne la discussione a poche righe!

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