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Mitologia in palestra I Larghezza e spessore muscolare
Sfatiamo un falso mito
23/05/2019

Mi avvicino a Nicole, ragazza che gareggerà a breve in una gara di bikini, curioso di sapere come precede la preparazione. Le chiedo se posso leggere la sua scheda per capire come si stia allenando. Il suo preparatore ha diviso gli allenamenti in “Allenamento spessore” e “Allenamento larghezza”, in particolar modo su spalle e dorsali.

Le origini del mito

Questo dogma da palestra nasce facendo leva su un desiderio comune di molte persone. Il sogno di poter modellare il proprio corpo, di poterlo scolpire come una statua. Purtroppo, o per fortuna, non siamo fatti di marmo e per quanto ci sforziamo di aggirare i normali processi di crescita muscolare, non riusciremo mai a controllare in maniera bidimensionale l’ipertrofia di un ventre muscolare. Sarà sempre un’integrazione di più fattori a fare la differenza. L’ipertrofia muscolare è tridimensionale ed è molto difficile da circoscrivere ad una zona specifica del corpo.

Analizziamo il falso mito

Questa credenza, in breve, si basa sul concepire ogni tirata sul piano frontale, come la Lat Machine, un esercizio per la larghezza del dorso, mentre esercizi di tirata sul piano trasversale, come il pulley, sono associati allo spessore. Per quando riguarda gli altri gruppi muscolari non ho trovato alcuna linea di ragionamento, semplicemente perché non esiste. In parte questo mito si diffonde partendo dal bisogno delle persone di percepire fisicamente che si sta lavorando su una determinata area del muscolo. Sentire il lavoro localizzato in un punto preciso. Possiamo dire che quest’idea nasce in parallelo con il mito della connessione mente-muscolo.

La sensazione provata è legittima: capiamo perché

Effettivamente, facendo la Lat Machine, si avverte una sensazione di calore e lavoro muscolare nella zona ascellare. Questo è dovuto principalmente al coinvolgimento del muscolo Grande Rotondo e al forte allungamento della parte tendinea del gran dorsale, che si inserisce esattamente nella regione in cui percepiamo queste sensazioni. Lo stesso allungamento che non si verifica in esercizi come il pulley o il rematore. A differenza della Lat Machine, questi due esercizi, necessitano di una forte attivazione del muscolo trapezio e di altri muscoli collocati nel centro della nostra schiena. Percepire il lavoro muscolare in questa zona è il motivo che porta a pensare a un eventuale inspessimento dei nostri muscoli dorsali.

Tra credenza e competenza

Avendo lavorato per un paio d’anni in una palestra nel centro di Milano, che è diventata una piccola mecca del bodybuilding della città, ho sentito che lo stesso concetto appena spiegato, veniva applicato anche su altri esercizi, come le alzate laterali. Essendo un esercizio che coinvolge maggiormente la porzione laterale del muscolo deltoide, chi ragiona seguendo questa linea, pensa che la spalla crescerà in larghezza. La costante ricerca di queste sensazioni ha portato il mito a diffondersi sempre di più, ma tutto ciò non ha fondamenta scientifiche.

Sentire i muscoli non è un parametro affidabile

Avendo già affrontato nell’articolo precedente di questa rubrica (La mitologia in palestra: connessione mente-muscolo e memoria muscolare), come la natura agisca nei confronti nel nostro organismo, regolandone ogni funzione, spesso a nostra insaputa, non mi ripeterò. In generale diciamo che, il muscolo si contrae e si rilassa, ci permette di muoverci ed è nato esclusivamente per fare questo. La natura fa il suo corso e la biologia è responsabile per gli adattamenti che avvengono, non noi.

Sentire il muscolo può essere controproducente?

Voglio inoltre aggiungere che andare alla ricerca di queste sensazioni oltre a farvi perdere tempo, potrebbe portare a una condizione di stress muscolare e articolare fastidiosa, sul lungo periodo. Ricercare sempre un allungamento forzato del gran dorsale, quando si fa la Lat Machine, solo per avvertire una sensazione di “lavoro”, credendo che questa tecnica porterà il mio dorsale a svilupparsi in larghezza, è percepito come uno stress dal nostro organismo ed è sbagliato. Il nostro corpo vuole difendersi dagli stress e noi non vogliamo che questo accada. Noi vogliamo alterare gli equilibri biochimici quel tanto che basta al corpo per adattarsi facilmente, diventando più forte e ipertrofico nel lungo periodo.

Il segreto dell’ipertrofia è che non c’è nessun segreto

Il problema di fondo è che siamo sempre alla ricerca di un concetto semplice a cui credere per poter star meglio. Sarebbe fantastico poter credere che esista un esercizio che mi permetta di migliorare il mio Gran Dorsale in larghezza o in spessore a comando. Sarebbe molto più facile se “sentire il muscolo” facesse migliorare di più rispetto a un programma equilibrato e personalizzato per costruire il quale ci sono volute ore di studio e di lavoro. L’organismo umano non è semplice, di conseguenza non può esserlo, allenarlo come si deve. Garantirsi la migliore versione di se stessi è difficile e faticoso, ma può esserlo molto meno se si impara a ragionare. Guardare alla realtà dei fatti e non farsi ingannare dalle voci che si sentono in sala pesi è il primo passo verso ogni tipo di miglioramento.

Concludiamo con una riflessione

Non riusciremo mai ad avere controllo diretto sulle forme del nostro corpo, questo perché, sotto questo aspetto, la genetica conta troppo. Remarci contro potrebbe rivelarsi controproduttivo e logorante. Tutti noi, chi prima e chi dopo, dobbiamo fare i conti con la nostra genetica, dobbiamo imparare ad accettarci per poter vivere sereni. Invece di pensare al desiderio di volere un dorsale più largo, più spesso o un gluteo più alto, rimbocchiamoci le mani e lavoriamo questi muscoli al massimo delle nostre possibilità. Questo è il punto di partenza. Dobbiamo maturare un’attitudine che ci permetta non solo di ottenere la migliore versione di noi stessi, ma che ci permetta anche di godercela, di rendercene conto. Un’attitudine che renda la nostra vita migliore invece di desiderare sempre qualcosa che non siamo e che non abbiamo, perdendo tempo utilizzando metodi di allenamento fortemente discutibili.

Leonardo Flem
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Bodybuilder, Personal trainer, Fitness blogger
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