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l’impingement femoroacetabolare (FAI) nel bodybuilder
approfondiamo il dolore all'anca, comune tra gli sportivi
21/08/2019

Gli infortuni, lo sappiamo, sono il grande spauracchio di appassionati ed atleti del fitness. Mi sono occupato molto spesso di sportivi, alle prese con dolori irradianti tra anca, femore e inguine. Purtroppo questa è una patologia piuttosto frequente tra chi pratica sport.

Cos'è l'impingement femoroacetabolare 

Per impingement femoroacetabolare, si intende un contatto anomalo tra le componenti articolari dell'anca, da imputarsi a seconda delle tipologie ad anomalie del femore o dell'anca stessa, come vedremo di seguito.

Il dolore femoroacetabolare è una condizione comune nella popolazione sportiva, difficile da trattare e spesso mal gestita in riabilitazione. La zona più comune di dolore è nella parte centrale dell’inguine. Il dolore all’anca è di frequente associato ad altre patologie legate alla zona inguinale (pube e adduttori) che ne rendono la diagnosi complicata.

Tipologie di impingement femoroacetabolare

Sono descritte in letteratura medica, tre tipologie di FAI:

  • CAM, deformazione della testa del femore.
  • PINCER, deformazione dell’acetabolo, cioè la cavità dell'anca in cui si innesta la testa del femore.
  • MISTA le caratteristiche precedenti sono compresenti.

 

In questa patologia non vi è una stretta relazione tra danno e dolore, molte alterazioni rilevate alla risonanza magnetica si verificano in soggetti asintomatici e senza limitazioni articolari. Come avevamo avuto modo di approfondire anche in questo articolo riguardante l'ernia discale possiamo essere affetti da problematiche senza necessariamente accusare dolore.

Danno e dolore nell'impingement femoroacetabolare

Gli sportivi dovrebbero discostarsi dal falso mito: dolore=patologia. Infatti il danno non equivale sempre al dolore provato. Allo stesso modo il miglioramento della sintomatologia dolorosa non è da ricercare nella riparazione del “DANNO” ma nella riduzione/scomparsa della sintomatologia dolorosa.

Riduzione del ROM e deficit di forza nei soggetti con FAI

Se il dolore non sempre può metterci in guardia, cosa potrebbe farci sospettare di essere affetti dall'impingement femoroacetabolare? Alcuni studi dimostrano come una riduzione del ROM (Range of Motion) e un deficit di forza nei muscoli dell’anca siano spesso da imputarsi a questa patologia. Sono quindi questi i sintomi da considerarsi veri e propri campanelli d'allarme.

Il dolore impedisce la massima escursione articolare durante l’esecuzione degli esercizi (riduzione del ROM nel tempo), la conseguenza è un deficit di forza a carico dei muscoli glutei. La forza di questi muscoli è fondamentale per ottimizzare il carico intraarticolare durante i movimenti. Una debolezza ripartirà il carico in maniera anomala aumentando il dolore nella zona anteriore dell’anca (deficit di estensione).

Trattamento conservativo, alcune indicazioni pratiche

Per trattare con efficacia l'impingement femoroacetabolare è necessario:

1. Intervenire sul dolore: le contrazioni isometriche hanno un forte potere antalgico nel breve termine (inibizione corticale), di conseguenza potrebbe essere una buona indicazione eseguirle nella posizione di maggior dolore prima di allenarsi con lo squat (4x45” hold).

2. Gestire il carico di allenamento: riduzione del volume e del carico.

3. Scegliere l’esercizio corretto: nel caso dello squat, è necessario spostare il carico da hip dominant a knee dominant. Maggiore è la flessione dell’anca maggiore sarà l’irritazione sulla struttura, più il busto è verticale e minore sarà la flessione dell’anca. Preferire il front squat al low bar è una buona soluzione. Migliorare la mobilità della caviglia è un altro buon suggerimento per ottenere uno squat più verticale. Il deadlift, per gli stessi motivi dello squat è preferibile eseguirlo nella forma di Regular deadlift ed evitare il Sumo.

4. Controllare il Range of Motion: è necessario diminuire la profondità dello squat in modo tale da ridurre la flessione dell’anca. Con il passare del tempo sarà possibile progredire fino ad un livello di dolore tollerabile.

5. Controllare il Tempo Sotto Tensione (TUT): è utile diminuire il tempo sotto tensione.

Fran e il FAI

Al nostro stesso Fran è stato da poco diagnosticato l'impingement femoroacetabolare. Come paziente conferma tutte le evidenze scientifiche di cui vi ho parlato: assenza del dolore nonostante la patologia, possibilità di continuare gli allenamenti, necessità di modificare alcune variabili del workout.

Ecco la sua testimonianza qui:

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Ad inizio anno il dott. Colonna con il quale il mio amico @quiricofrancescopacelli82 collabora da anni mi ha diagnosticato un conflitto femoro-acetabolare all’anca destra. # Sembra che il mio FAI sia congenito ma probabilmente ho acuito la situazione in un paio di occasioni negli ultimi 24 mesi con degli Squat pesanti soprattutto sotto preparazione ed in viaggio (quando la mia concentrazione non era proprio al massimo). # E’ assurdo come in vent’anni di allenamento non me ne sia mai accorto o non abbia mai accusato alcun dolore particolare. Secondo il Dott. Colonna il problema ha cominciato a manifestarsi quando ho cominciato a lavorare con dei range di movimento più ampi del solito, fare più lavoro specifico per i flessori dell’anca con movimenti da ginnasta e aumentato la mia flessibilità in generale. # Dopo la visita le raccomandazioni sono state di continuare ad allenarmi come prima ma di evitare, soprattutto nello Squat, di scendere troppo oltre il parallelo. Non e’ così facile quando quello e’ stato il tuo range di movimento naturale! # Negli ultimi mesi però ho adottato una strategia alternativa: # 🔺aumentato il lavoro diretto sul core ed erettori spinali, # 🔺stretching quotidiano dei femorali e quadratus lomborum, # 🔻ridotto i drills di compressione per i flessori dell’anca, # 🔺lavorato prevalentemente con esercizi monopodalici per la parte inferiore del corpo rafforzando in particolar modo il piccolo e medio gluteo con abduzioni delle anche con ausilio di loop band per assicurarmi un aumento della tensione nella contrazione di picco. # La mia anca destra sta molto meglio. Ho anche imparato che la traiettoria di movimento delle mie gambe e’ piuttosto diversa e lavorando unilateralmente riesco a massimizzare l’impatto dello stimolo allenante su entrambi gli arti. # 🔶 Morale della favola: non abbatterti al primo problema ma cerca una soluzione che sia cucita intorno alle tue esigenze. Nessun esercizio e’ insostituibile se l’obiettivo e’ quello dell’aumento della massa muscolare. Meglio un esercizio alternativo eseguito in maniera impeccabile che uno dei soliti 3 fatto male o con compensazioni dovute a dei limiti strutturali come il mio. # #FAI

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In definitiva il FAI, non vi terrà lontano dalla sala pesi, dobbiamo solo adeguare i workout alle esigenze del nostro corpo.

Riferimenti:

  • Prevalence of Abnormal Hip Findings in Asymptomatic Participants: A Prospective, Blinded StudyBrad Register, MD, Andrew T. Pennock, MD, Charles P. Ho, PhD, MD.
  • Hip muscle weakness in patients with symptomatic femoroacetabular impingement Casartelli NC, Maffiuletti NA, Item-Glatthorn JF, Staehli S, Bizzini M, Impellizzeri F et al.. Osteoarthritis Cartilage 2011
  • Kinematic and kinetic differences during walking in patients with and without symptomatic femoroacetabular impingement. Hunt MA, Gunether JR, Gilbart MK. Clin Biomech 2013
  • The association between degenerative hip joint pathology and size of the gluteus medius, gluteus minimus and piriformis muscles. Grimaldi A, Richardson C, Stanton W, Durbridge G, Donnelly W, Hides J. Man Ther 2009
Ilio Iannone
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Fisioterapista ed Osteopata
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