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QUANDO L’ATTIVITA’ FISICA DIVENTA DANNOSA
16/10/2019

Piccola premessa iniziale. Spero prendiate questo articolo con le pinze, poiché questo non vuole, in nessun modo, denigrare o demonizzare l’attività fisica. Anzi, vuole essere un input per farvi ragionare sul fatto che gli estremismi nello sport, possono portare a svariate problematiche che si discostano totalmente dal concetto di “sano”.

Attività fisica

E’ ormai risaputo che fare attività fisica sia importante per poter rimanere in salute e per poter prevenire una moltitudine di malattie cronico-metaboliche e migliorando lo stato funzionale del nostro sistema cardiovascolare è ritenuto da molti professionisti come un farmaco.

Citando l’OMS:” Per “attività fisica” si intende qualunque movimento corporeo prodotto dai muscoli scheletrici utilizzando energia; questa definizione comprende lo sport, l’esercizio fisico e altre attività come giocare, camminare, dedicarsi ai lavori domestici o al giardinaggio.”

Più nello specifico si consiglia di eseguire almeno 150 minuti di attività fisica moderata durante la settimana, la quale dovrà essere suddivisa, per circa i 2/3, tra attività fisica aerobica, e circa 1/3, attività fisica contro resistenze (cioè pesi, elastici, corpo libero, ecc.). Ora superare questo limite non è molto difficile e penso che la maggior parte di voi che state leggendo quest’articolo si alleni anche più di 150 minuti a settimana, ma se dovessi oltrepassare questo limite di molto (es. atleti di èlite*) cosa ci potrebbe succedere?

*per atleta di èlite intendo un’agonista che gareggia ai massimi livelli, es. Ronaldo, Phil Heat, Lebron James, ecc.

Attività fisica di resistenza, quando è troppa?

Iniziamo con il dare una definizione ad attività fisica di resistenza. Questo tipo di attività è caratterizzato dall’esecuzione di sforzi fisici per un tempo prolungato, un classico esempio è la maratona. Quindi sotto molti punti di vista l’attività fisica di resistenza, quando eseguita moderatamente, comporta una serie di benefici.

Questo tipo di allenamento quando diventa eccessivo porta a modificazioni morfologiche  e fisiologiche del cuore che possono manifestarsi in patologie. Più nello specifico porta a modificazioni a livello cardiaco e arteriolare. Tali modifiche possono comportare lesioni, che si traducono in fibrosi miocardica irregolare. A sua volta, questa condizione favorisce la comparsa di aritmie ventricolari ed atriali. In più possono insorgere altri problemi a livello cardiovascolare come ad esempio la calcificazione delle coronarie (arterie che irrorano il cuore stesso). In parole più semplici possiamo dire che la fisiologia cardiaca si modifica ed in certi casi può trasformarsi in un problema.

“Humans are not genetically adapted for protracted, sustained, and extreme aerobic exercise efforts.”

Case study sulla corsa

Un recente studio ha confrontato due gruppi di pazienti affetti da malattie cardiovascolari: il primo gruppo correva per 30 minuti ed il secondo per 60 minuti, naturalmente le velocità e quindi i ritmi di corsa erano identici, l’unica differenza era appunto il tempo.

Si è voluto mettere a confronto i benefici ed i rischi che questa pratica apporta e qual è il miglior cronometraggio a fini salutistici. Nel primo gruppo si è riscontrata un minor stress ossidativo e un aumento dell’elasticità arteriosa, invece nel secondo gruppo si è riscontrato un maggior stress ossidativo ed una maggior rigidità arteriosa. Quindi fare più attività fisica non è sempre meglio.

Inoltre alti livelli di attività aerobica incidono anche sulla libido. Le persone che eseguono attività aerobica a livelli estremi hanno livelli di libido più bassi rispetto a chi esegue attività moderata.

Naturalmente solo una piccola parte di atleti professionisti incorre in queste problematiche, che però ritengo giusto sottolineare poiché queste persone sono costantemente seguite da un’equipe medica qualificata. Di fatti, vi ricordo che, lo scopo di quest’articolo non è denigrare l’attività fisica, ma piuttosto vuole essere un consiglio nel poterla praticare in modo sano e sostenibile.

Quando la mente prende il sopravvento

Se da un lato della medaglia abbiamo discusso di alcune problematiche che possono verificarsi quando si vuole strafare in allenamento dall’altro lato vi sono tutta una serie di problematiche che si verificano a livello della psiche. Nell’era dove tutto e tutti devono apparire (belli e sani) sono nate nuove patologie psichiatriche chiamate DCA (disturbi del comportamento alimentare). C’è chi guarda le modelle di Victoria Secret e per poter assomigliare alle modelle pratica digiuni estremi od utilizza altri metodi SBAGLIATI! Oppure ci sono alcuni bodybuilders che per poter aver il controllo del loro corpo sotto ogni punto di vista non sgarrano neanche di un grammo con il riso… e da qui deriva la vigoressia.

La vigoressia è un disturbo caratterizzato da un’evidente ed eccessiva cura del proprio corpo, dettata dal fatto che il soggetto affetto si vede o troppo poco magro o poco muscoloso. Ciò accade perchè i soggetti affetti hanno una visione distorta del loro corpo, e si sentono deboli e fragili anche se in realtà non lo sono. Il tutto porta a comportamenti inconsueti come:

  • la cura maniacale della dieta
  • la pratica intensiva ed eccessiva di attività fisica
  • uso di integratori ed anche AAS

 

Questi soggetti per poter rispettare i propri parametri spesso e volentieri rinunciano ad eventi sociali o lavorativi poiché potrebbero ostacolarli. Inoltre la vigoressia è spesso correlata con l’ortoressia che è definita come il controllo maniacale di ciò che si mangia per poter raggiungere l’obiettivo desiderato. Questo disturbo si differenzia dalla maggior parte delle altre patologie, poiché il controllo sul cibo è qualitativo piuttosto che quantitativo, infatti chi è “affetto” da ortoressia mangia in correlazione all’effetto benefico che può avere un dato alimento, sul corpo.

Queste patologie sono molto serie. Pensate che la maggior parte dei soggetti affetti da DCA hanno avuto pensieri suicidi o hanno addirittura tentato il suicidio.

Cosa fare?

Alcuni suggerimenti, per chi vuole rimanere in forma senza andare oltre ai limiti psico-fisici previamente discussi, sono:

  • cercare di non arrivare a cedimento o oltre al limite in ogni allenamento (concetto del “buffer”);
  • è preferibile non fare un unico allenamento intenso durante la giornata, è meglio spezzare l’allenamento variandone l’intensità;
  • fare e/o rispettare i tempi di recupero, in modo che possano avvenire tutti gli adattamenti fisiologici;
  • non puntare solo su un tipo di allenamento, ma durante la settimana variare le tipologie (aerobico e contro resistenza) e ricordandosi l’importanza di stretching e riscaldamento;
  • Non fissarsi maniacalmente con l’alimentazione e cercare ogni tanto di godere di qualche momento sociale.

Infine una piccola riflessione

Vorrei concludere facendo una piccola riflessione. E’ importante capire ciò che si vuole ottenere, e quindi prefissarsi un obiettivo (ad es. gareggiare nella categoria man physique) che con costanza e forza di volontà deve essere perseguito (sempre se si vogliono ottenere dei risultati). Ma è importante ponderare le scelte e i metodi per poterlo raggiungere, perché la nostra vita non deve dipendere unicamente dal raggiungere un obiettivo estetico o di performance soprattutto se ne va della nostra salute psico-fisica.

 

Bibliografia

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Roberto Biolcati
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Appassionato, Personal trainer, Nutrizionista
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