La mia gara: Men’s physique over 40
il diario della mia ultima competizione
08/11/2019

Oggi vi propongo un reportage della mia gara. Vi racconto come un atleta non professionista vive una competizione. Raccontandovi tutto, senza filtri.

La gara e il resto del mio mondo

La fatica e la privazione degli ultimi giorni rendono tutto più difficile: anche i task di base, quelli legati alla quotidianità diventano ostacoli insormontabili... le bambine che chiedono ( giustamente) attenzioni, il lavoro che non molla anche se c’è una gara di mezzo in più qualche imprevisto sulla strada sono il condimento perfetto per buttare all’aria il lavoro ed i sacrifici di tanti mesi... ma noi siamo over, quindi stay strong! E pedalare ( anzi pompare!).

Premetto che in questi lunghi mesi di preparazione qualche momento di défaillance l’ho anche avuto, in fondo siamo esseri umani, non robot! Soprattutto abbiamo (tutti) un rapporto “morboso” con il cibo, lo vogliamo perché non possiamo averlo ma quando ce l’abbiamo non lo calcoliamo nemmeno...strana, questa razza umana...

Beh ma bando alle ciance, torniamo a noi.

1 week out

Gli ultimi giorni di preparazione hanno visto un incremento dell’acqua ed un decremento delle calorie (sopratutto da carbo) per poi ricaricare gli ultimi due giorni prima della gara.

Viaggiavo ad una quota di 300 carbo a giorno e vederseli dimezzare i primi giorni della peak week hanno portato il mio corpo a mettersi in una sorta di modalità standby. E’ fisiologico, quando l’intake calorico e’ più basso del dispendio energetico, il corpo risponde meno bene agli stimoli, anche quelli più semplici.

Pensate che il 70% dell’energia prodotta viene utilizzata per le funzioni vitali! Figuriamoci se ci mettiamo anche l’attività fisica, il NEAT, ecc...Ma questo (momentaneo) squilibrio serve per dare un segnale al corpo quando verranno reintrodotti i carboidrati per utilizzare il glicogeno a livello muscolare e a fare le “scorte” per nuove possibili carestie (lol)..

il giorno prima della gara

Insomma per farvela breve, non senza innumerevoli fatiche, arriva il giorno prima della gara.

Sveglia ore 5.30, il solito bicchierone d’acqua, un caffè a ridotto contenuto di caffeina (circa 3 giorni prima della gara evito tutte le fonti vasocostrittrici), l’ultimo controllo alle borse ( soprattutto quella che contiene i pasti per i prossimi due giorni) e si parte.

Taxi, poi treno fino a Vicenza. Li ho affittato un auto che mi porterà a Brendola per la registrazione atleti.

Ma prima di andare a Brendola e’ tempo di fare pranzo: il menù prevede riso basmati con tofu alla curcuma. Sarà la fame ma non vedo l’ora di mangiarlo! In questa settimana prediligo fonti di carbo facili da digerire quindi principalmente riso bianco, gallette e patate dolci.

La registrazione atleti e l'ultimo workout

Durante la registrazione le facce sono tranquille e rilassate, si scherza e si ride con tutti, non c’è la tensione che si respira il giorno della gara. Ci si saluta e ci si da appuntamento a domani per la riunione atleti.

Si sono fatte le cinque, e’ tempo di un piccolo workout di pompaggio alla Mc Fit di Vicenza! Durante l’ultima gara ho notato che più stresso il muscolo fino alla fine, più risponde meglio in gara in termini di pompaggio. Ovviamente sarà un allenamento in buffer con pesi medio-bassi e alte ripetizioni, cercando, appunto, di riempire ben bene il muscolo.

Allenamento finito si rientra in hotel, nel frattempo è arrivata anche la mia famiglia in treno: mia moglie e le mie due bimbe!

L'ultima cena 😜

Tempo di una breve doccia rigenerante ed e’ ora di cena: mi aspetta una bella ricarica: un pacco intero di gallette con del burro di arachidi e un affettato vegano. In questi giorni il cibo non basta mai e allora dopo cena ci facciamo anche una bella tisana “amara” per togliere un po’ la fame ed aumentare il senso di sazietà...

Purtroppo, o per fortuna, i miei compiti per oggi non sono ancora finiti, devo accompagnare mia moglie e le bimbe a cena: mi passano davanti succulente pizze e piatti di pasta al sugo che “mangio” letteralmente con gli occhi...Ma ai bambini, si sa, piacciono quelle cose lì, mica le gallette con il burro di arachidi...

Finalmente è arrivato il momento di rilassarsi un po’, qualche parola con mia moglie e mi addormento come un angioletto.

Il giorno della gara: il risveglio

La notte trascorre bene ed al mattino mi sento bello riposato, pronto per affrontare questa lunga giornata! Ma prima e’ tempo di colazione, mi aspetta la mia amata crema di riso ( non so se è la fame di questi giorni ma mi piace un casino) con del burro di mandorle e delle proteine vegane in polvere. Le quantità sono veramente abbondanti, it’s refeed day, babe!

Un check alla sacca e alla borsa dei pasti ed e’ tempo di mettersi in macchina, direzione Brendola! La ci attendono gli altri due atleti dell’IronManager Army che con me oggi affronteranno la gara nella categoria Men’s Pyisique.

Ma soprattutto ci attende lui: il nostro mitico coach. Devo dire che andare in gara con lui mi emoziona e mi carica allo stesso tempo. Aver fatto due gare da solo ti fa capire quanto e’ importante il team. Soprattutto per le fasi pre-gara.

Il giorno della gara: backstage

Tanning

La mattinata passa veramente in fretta: quasi non mi accorgo che è già ora del tanning, la parte più “spiacevole” ( per me) delle gare, dove sei messo quasi “a nudo” e ricoperto di una colorazione che esalterà ed evidenzierà i tuoi progressi ed i tuoi punti forti.

Pasto pre gara

Terminato il tanning e’ già tempo di fare un altro pasto: il mitico, il solo “shitload meal” dove letteralmente mangi una “marea” di cibo che ti servirà per risultare bello pieno e gonfio in gara. A me tocca riso basmati, olio di cocco, tofu alla curcuma ( che adoro) e 3 grammi di sale! Mi sembra il pasto più succulento del mondo, in quel momento nemmeno una pizza avrebbe lo stesso effetto. E’ come se il tuo corpo facesse una festa e dicesse: si e’ proprio quello di cui ho bisogno per mostrarmi al meglio: e’ pratico, digeribile e soprattutto e’ tanto!

Pumping

Terminato lo shitload meal ( che butto giù con un po’ di Coca Cola), sotto gli occhi attenti del nostro coach, è tempo di iniziare il pumping, non prima di aver indossato il costume da gara. Quando inizia il pumping significa che ci sei, significa che poco dopo sarai “on stage”.

Sale l’adrenalina ed inizi a pensare alla tua performance, a ciò che dovrai fare sul palco... sono momento intensi, carichi di emozioni e viverli con altri ragazzi che come te hanno fatto lo stesso percorso di sacrifici e si sono allenati sotto le stesse guidelines non ha veramente prezzo!

Ad un certo punto chiamano la categoria dal retro del palco e allora si va nella gabbia “the cage”, il pre-palco, dove l’organizzazione fa il check degli atleti che dovranno esibirsi subito dopo quelli presenti in quel momento sul palco.

Qui si prosegue nel pumping con il nostro coach che ci stupisce ancora una volta dandoci degli interessanti tips su come vascolarizzare il muscolo con semplici movimenti meccanici degli arti: “così insegna coach Eugene Theo”, ci dice!

Mind set

Il nostro pre-stage e’ differente da quello degli altri! Infatti il nostro coach più che stremarci all’ultima ripetizione per irrorare di sangue le nostre vene ci motiva e ci carica, assicurandoci di aver portato fin qui un’ottima condizione e che la sopra andremo a fare quello che sappiamo fare.

Ormai ci siamo, pochi attimi e saremo “on stage”.

La gara

Saliamo sul palco e la prima impressione è molto “rassicurante”, le luci dei riflettori che quasi accecano la vista non ti permettono di vedere la platea: la sensazione è quella di essere in palestra con la musica a palla a fare la nostra routine di pose... un’ottimo modo per prendere confidenza con il palco.

il palco

I giudici chiamano via via le pose, gli atleti si susseguono per i confronti e le pose singole. Tutto finisce in pochi minuti e si torna nel retro palco. Il momento che aspettavamo da mesi (qualcuno da anni) e’ arrivato ed e’ già finito... si dice che la gloria sia fugace ma forse così e’ troppo...

Scherzi a parte, una delle poche cose che non si considera quando inizi la preparazione di una gara e’ che tutto si gioca in pochi minuti: se pensi che non sia il giorno giusto, il cibo ti e’ rimasto sullo stomaco, hai mal di testa o sei stanco poco importa: quello è il giorno, anzi quello è il momento e devi dare il massimo.

il giudizio

Terminate le altre categorie e’ tempo di premiazioni: si risale sul palco questa volta senza la corazza della tensione, sicuri di aver dato tutto e fiduciosi nel verdetto della giuria.

Purtroppo non sempre le nostre attese vengono rispettate e allora capita che ci si scontri con la dura realtà: sarà in gara in cui capiremo che le sconfitte servono per crescere e non sono fini a se stesse.

Fa male, ma è necessario. Perché così si può tornare più forti di prima la prossima volta. Meno male che c’è il nostro coach che, ancora una volta, ci motiva e ci “consola” semplicemente ricordandoci da dove siamo partiti. Perché per arrivare lontano devi sempre ricordarti da dove parti.

Altrimenti ti perdi il gusto del viaggio e smetti di viaggiare...

premi di consolazione

Scesi dal palco si ritorna nel backstage per sistemare le nostre cose e per mangiucchiare qualcosa: tipicamente tutte le cose che avresti voluto mangiare in questi lunghi mesi di preparazione e che hai sempre evitato perché “non stavano nei macros”...

E allora via libera al cioccolato ( in tutte le sue forme) ma anche biscotti, pizzette, patatine... E la pizza? Beh, quella ci aspetta stasera. E’ tempo di rientrare in hotel per una doccia rigenerante e per prepararsi per la cena. L’appuntamento e’ per le 19.00 nella miglior pizzeria napoletana della città.

Post gara con il team IronManager Army

A cena si scherza e si ride, commentando la gara e ripercorrendo i momenti significativi di questa emozionante giornata.

E anche l’amarezza della sconfitta ha un sapore diverso perché ti rendo conto che condividere quest’avventura con queste belle persone sedute con te al tavolo ti fa dimenticare anche il risultato poco gratificante...

E’ arrivato il momento di salutarci: l’appuntamento è alla prossima gara: li porteremo di nuovo i nostri sogni, i nostri progressi ma anche la nostra meravigliosa voglia di stare insieme.

Riflessioni di un atleta

Molti mi chiedono e mi hanno chiesto in questi mesi: perché lo fai? Perché fai la gara, perché ti prepari così meticolosamente, perché rinunci a tanti piccoli “grandi” piaceri della vita? La mi riposta è sempre la stessa. E lo sarà sempre, finché deciderò di continuare a gareggiare.

Per trovare l’equilibrio nella sfida, per essere sempre più performante nella vita di tutti i giorni perché sfidarsi e quindi darsi degli obiettivi aumenta la nostra efficienza.

Infine si, lo devo dire, per alimentare il fuoco della passione che mi brucia dentro: amo questo sport, mi ha dato tanto anche in passato e credo mi darà tanto anche in futuro, seppur in una veste diversa, e gli voglio dedicare lo spazio che merita.

Ecco perché gareggio.

Il video integrale dell'IronManager Army qui:

Alessandro Gribaudi
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Appassionato, Bodybuilder, Fitness blogger
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